Il mio percorso psicoterapico nasce all’interno della scuola umanista a orientamento bioenergetico, un approccio che pone al centro la persona nella sua interezza: corpo, mente ed emozioni. La bioenergetica mi ha insegnato che il corpo non è mai un semplice contenitore, ma un linguaggio vivo che custodisce memorie, tensioni e possibilità di trasformazione. Attraverso il lavoro sul respiro, sul movimento e sulla consapevolezza corporea, ho imparato a cogliere come il benessere psicologico non possa prescindere dall’ascolto della dimensione fisica ed energetica.
Negli anni, grazie allo studio continuo e alle supervisioni con terapeuti di orientamento junghiano e rogersiano, ho progressivamente arricchito questo sguardo con strumenti che vanno oltre la dimensione corporea. L’approccio junghiano mi ha avvicinato al mondo dei simboli, dei sogni e dell’inconscio collettivo, aprendomi alla profondità delle immagini interiori e dei processi trasformativi. La prospettiva rogersiana, invece, mi ha offerto la potenza di un ascolto autentico e non giudicante, fondato sull’empatia e sulla fiducia nelle risorse di ogni individuo.
Questa integrazione è cresciuta insieme ai miei quasi vent’anni di esperienza clinica con adulti, bambini e adolescenti. Ogni incontro terapeutico, ogni storia ascoltata, ha contribuito ad ampliare e modellare il mio modo di lavorare, rendendolo sempre più flessibile e personalizzato. Credo fermamente che non esista un metodo unico valido per tutti, ma che ogni persona porti con sé il proprio cammino, le proprie ferite e le proprie possibilità di cura.
Parallelamente, ho coltivato la scrittura come strumento terapeutico e divulgativo, convinta che le parole possano creare ponti, dare forma all’indicibile e aprire spazi di consapevolezza. La terapia online, che pratico da diversi anni, mi ha permesso di raggiungere persone lontane e di scoprire nuove modalità di connessione e vicinanza, dimostrando che la profondità del lavoro psicologico non è legata solo alla presenza fisica, ma soprattutto alla qualità della relazione.
Continuo a nutrire il mio percorso attraverso aggiornamenti costanti, letture e formazione, perché credo che un terapeuta non smetta mai di essere anche un ricercatore e un apprendista della complessità umana.
Il mio approccio oggi è dunque il frutto di un intreccio: radici umaniste e bioenergetiche, arricchite dall’incontro con le prospettive junghiane e rogersiane, e plasmate dall’esperienza viva della pratica clinica. Un approccio che si rinnova ogni giorno nel dialogo con le persone che incontro e che, come un organismo vivente, cresce e si trasforma insieme a loro.
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